Il pianeta dei Bauscia

in Libri


Il pianeta dei Bauscia
 

(Baldini&Castoldi, 1993)

pp. 160 euro 7,23 

 

Descrizione


Questa volta oggetto della nostra satira è la Lega Nord. Milano in quegli anni era amministrata dal sindaco (allora) leghista Marco Formentini. Fu giocoforza, per due milanesi doc come noi, cogliere tutto quanto offriva (e c’era davvero l’imbarazzo della scelta) il leghismo di primo pelo e farne uno dei libri più divertenti che abbiamo scritto. Almeno così pare a noi.

a cura di
Gino & Michele

 

Il pianeta dei Bauscia (Paolo Rossi)

Prefazione

 

lo questo libro non l'ho letto. Dunque lasciamolo perdere. Potrei parlare degli autori. Solitamente nelle prefazioni quelli che non hanno letto il libro si rifugiano sugli autori. Li descrivono vantando antiche amicizie, ideali comuni, affinità culturali e politiche e intelligenze reciproche. lo questi due non li ho mai voluti conoscere. Sì, è vero, ci frequentiamo, abbiamo collaborato, siamo stati una volta a Darfo Boario Terme insieme (tra l'altro un tempo di merda), ma in tutta onestà non posso dire veramente di conoscerli perché sono convinto che per conoscere davvero una persona bisogna andarci a letto e io con loro non l'ho mai fatto. Anche se una volta in macchina ho appoggiato la testa sulla spalla di uno dei due (non dico chi), ma ero molto stanco e mi sono addormentato subito.
In tutta sincerità qualche aneddoto su di loro potrei anche raccontarlo. Ma dopo? Voi cari lettori non li vedete più, ma tra noi scrittori è diverso. A noi capita di incontrarci nelle circostanze più imprevedibili: a un convegno, alla fiera del libro di Francoforte, a delle veglie di solidarietà per gli autori sfortunati, nei cessi dello Zelig, o, che so, alle Terme di Darfo Boario. Quindi capite il mio imbarazzo ad affrontare l'argomento. Dunque lasciamo perdere anche gli autori.
Ma se non parliamo del libro e nemmeno degli autori di chi posso parlare? Parliamo di voi, cari lettori. Potete appartenere a diverse categorie. Quelli che han comprato il libro perché gli piace la copertina; quelli che han comprato il libro perché gli piace il contenuto; quelli che han comprato il libro perché gli piace la libraia (ma allora perché non mettere la libraia in copertina e prendere così due piccioni con una fava? E poi si parla della crisi dell' editoria ... )
A voi cari lettori dirò questo. Mi sembra di intuire dalla copertina che questo libro tratti della Lega, se ho capito il disegno. Farà ridere? Non farà ridere? Farà ridere e non farà ridere, questo posso dirlo anche senza aver letto il libro. Perché la regola comica non è assoluta. Adesso non mi ricordo esattamente cosa ha detto Bergson ma più o meno la pensava come me. Cioè si ride a squadre, per parrocchie, per gruppi sociali omogenei comprese le eccezioni dei traditori (che però lo fanno di nascosto). Quindi è un errore di sintassi mentale, esimio signor Giorgio Bocca, affermare con certezza: «Questo libro, questo spettacolo, questa trasmissione, questo comodino non fa ridere». In maniera corretta si dice invece: «Questo libro, questo spettacolo, questa trasmissione, questo comodino a me non mi fa ridere». Perché è così e basta. Non voglio neanche discuterne. E la smetta di arrabbiarsi per delle cazzate.
Dunque abbiamo appurato che questo libro a me come a molti altri mi farà ridere, a Giorgio Bocca come ad altrettanti non lo farà ridere, a tanti ancora li farà ridere ma si tratterranno e ci saranno anche tanti che non li farà ridere ma diranno «Oh, come mi ha fatto ridere», perché il problema è davvero complesso e non posso certo andare a fondo in una semplice prefazione, soprattutto di un libro che non ho letto.
Oh, che invidiabile posizione! Se il libro andrà bene io mi vanterò di averne scritto la prefazione, se invece andrà male ho già detto che non l'ho letto.
Comunque scrivere un libro contro la Lega oggi a Milano sarebbe come scrivere un libro contro Venditti a Roma: un grande atto di coraggio o impegno civile che ai due ragazzi va riconosciuto. E lo stesso Formentini, se è il sindaco di tutti i milanesi come sostiene, deve dire «A me non mi piace, ma l'arte e la cultura vanno difesi. E allora dico: W Gino & Michele!»
Onore dunque agli autori di questo coraggioso pamphlet che a testa alta continueranno a camminare per le strade della nostra uggiosa città dove è sempre più facile incontrare uno che è appena tornato da Pontida e sepre più difficile incontrare uno che abbia conosciuto un socialista.

E onore anche a me che ho scritto questa prefazione. E a questo proposito volevo informarvi miei cari lettori che avendomi pagato questa prefazione con 50 copie omaggio sono disposto a venderle a prezzo stracciato. Presentatevi al Bar Gattullo di Porta Lodovica, chiedete di Vito e strizzandogli l'occhio pronunciate la parola d'ordine: «Polpetta e spumantino fatto bene». Ai primi 50 acquirenti verranno consegnati da sotto il banco una polpetta e uno spumantino fatto bene. E il libro? E il libro rubatelo! Buon appetito.

Paolo Rossi